Luce, Parola: Ritmo! … This is what I call Christmas
“Il re Signore sta per nascere, venite adoriamo!” (una delle innumerevoli traduzioni circolanti dell’originale “Regem venturum dominum, venite adoremus”, intraducibile non tanto per la grammatica latina, quanto per l’accostamento alla fantastica melodia gregoriana), così recita il ritornello del canto delle profezie con cui si apre la novena di Natale, suggestiva preghiera che anche quest’anno abbiamo fatto in quel di San Paolo per vivere bene gli ultimi giorni di preparazione al Natale.
Canto in cui questo ritornello si ripete molte volte e che a me è parso come un ritmo che batte il tempo delle varie profezie, ma non solo di quelle. Qui a san Paolo infatti durante questo canto si faceva il rito di accensione delle candele a partire dalla corona d’avvento sotto l’altare. E così tanto l’incedere del canto che la progressiva accensione delle candele era ritmata da questo ritornello. In una delle novene che ho coordinato questo fatto mi ha colpito in maniera particolare, era quella animata dai bambini di quarta elementare e quindi lascio immaginare il ciadello iniziale
ma mentre le profezie procedevano, mentre la luce si spandeva, mentre il ritornello scandiva questa strana danza, si poteva leggere sui volti di chi partecipava un entrare progressivamente nel clima della celebrazione, tanto che verso le ultime profezie l’assemblea era veramente un’unica voce non solo nel suono, ma anche nel “tono”. E ciò mi ha fatto molto riflettere sul mistero del Natale a cui ci stavamo preparando e che stiamo festeggiando in questi giorni …
Nella grotta/stalla (ad ognuno le sue devozioni …) di Betlemme si è accesa una Luce tenace e inspegnibile (ho inventato un nuovo vocabolo o esiste?!), ma tremendamente fragile, bambina, Luce che viene affidata a noi poveri uomini che abbiamo il compito di diffonderla ovunque, noi che a volte pensiamo che la nostra indegnità/fragilità possa offuscare questa luce, ma se perseveriamo, se andiamo avanti questa stessa Luce farà il suo lavoro, farà di tante voci una sola voce, e rivelerà come i brusiii siano un semplice accordare ogni cuore sulla nota principale, ritmicamente scandita. E’ proprio vero, solo quel Bambino è il re, l’unico re che piano piano sta ricomponendo la storia, che piano sta facendo di tutti i popoli l’unica famiglia umana, un’unica assemblea … e noi lì a perderci nel guardare i brusiii e non al lasciarci stupire di come questa Luce ci stia piano
piano trasformando: “O Emmanuele, nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli: vieni a salvarci, o Signore nostro Dio” (antifona del 23 dicembre)
Buon Natale a te caro internauta, buon recupero della capacità di stupirsi su cosa Dio sta facendo ora sotto i nostri occhi, nonostante le nostre mille incapacità di accordarci sul ritmo scandito dal suo Figlio e soavemente diffuso dallo Spirito Santo … venite adoriamo, il Signore Gesù.


