Benedetta … Benedetto …
Nuovo giro, nuova corsaaaaa! Terzo anno di benedizioni pasquali e oramai sono un califfo nel giostrare la “macchina benedizioni”: eh sì, perchè il viceparroco ha anche il compito di mettersi ogni sera al telefono e far sì che ogni giorno ci siano dai 4 ai 6 chirichetti a disposizione, a seconda delle volte. Resta comunque che la gioia che si prova nel portare l’annuncio pasquale nelle case è impareggiabile, così come la stanchezza al termine del tour giornaliero e al termine del tour generale … ma la forma attualmente è smagliante :-]. Gioia, forma smagliante e stanchezza che sono amplificate da altre due (tra le tante) variabili: la prima è che un fine settimana sono andato con gli animatori di san Paolo in bici al Lago di Viverone e un fine settimana sono andato a piedi per lo splendido e selvaggio Triverese con alcuni giovani delle parrocchie biellesi nella route diocesana; la seconda è che andando in giro per benedizioni si lasciano tutte le attività andare per proprio conto e quando si torna si scopre come questo responsabilizzi alcuni, ma anche che c’è da registrare qualche vite
Nel girovagare per case quest’anno la mia attenzione è caduta su di un aspetto dell’Ave Maria a cui non avevo mai fatto caso, forse anche perchè lo dicevamo al termine di ogni benedizione! “Tu sei BENEDETTA fra le donne e BENEDETTO è il frutto del tuo seno Gesù”, eco di quel “”Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” che Elisabetta “esclamò a gran voce” (cf Lc 1,42) quando fu visitata da Maria che non aveva ancora detto una parola se non quella di un saluto di cui non ci è neanche dato sapere quale fosse il contenuto. E’ la gioia che ho visto in molte case e uffici che sapendosi visitati da un inviato del Signore, da un Benedetto da Lui, lo benedicevano per la benedizione di cui venivano ricolmati, benedizione che non toglie il dolore ai malati, ai soli e ai sofferenti per mille motivi, ma dà sollievo spirituale (cf Ef 1,3) perchè fa capire che non si è soli nel quotidiano costruire la famiglia e la città degli uomini, e che la morte, che ogni tanto stende il suo manto sopra le nostre azioni, non ha l’ultima parola, l’ultima c’è l’ha Dio, come ha mostrato in Gesù prima e per i meriti della sua morte e risurezzione in Maria, che ora brilla come segno di speranza per tutti noi.
Sia proprio Maria a stendere il suo manto su di noi e soprattutto su quanti hanno lasciato chiusa la porta della loro casa o del loro ufficio alla benedizione pasquale, perchè lei con affetto e pazienza di Madre li lavori ai fianchi perchè prima o poi si possano aprire alla gioia piena e duratura che viene dall’accogliere il Dono di un Dio che è venuto a visitarci per benedirci. Ave o Maria …


